La mia intervista alla Presidente della Commissione Europea


Come avete visto cambiare i volti delle città europee durante i periodi del lockdown?
Le stringenti misure di lock-down introdotte nella maggior parte dei paesi europei hanno svuotato le strade delle nostre cittá, i negozi, le piazze. Tutto ció ha certamente cambiato i volti delle cittá europee almeno temporaneamente. Tuttavia, le misure di sanità pubblica adottate dai vari paesi hanno contribuito a ridurre il numero di nuovi contagi, fino a portarlo ad un livello gestibile dai sistemi sanitari. Ciò a sua ha volta consentito la graduale revoca delle varie restrizioni imposte e la ripresa della maggior parte delle attività. Tutto ció sta contribuendo ad un ritorno alla “normalitá” nelle cittá europee. Ci auguriamo che gli ultimi sviluppi che mostrano un peggiorare della situazione in alcuni Paesi europei non siano l’anticipo di una seconda ondata in arrivo.

Se vi sarà un'altro lockdown come reagiranno le economie dei paesi membri? Ci potrebbe essere il rischio del ritorno alle armi?
Purtroppo nessuno allo stato attuale è in grado di escludere un altro lock-down. Abbiamo invitato gli Stati Membri a seguire le nostre raccomandazioni pubblicate il 15 luglio che prevedono  il rafforzamento di una serie di azioni (tra cui ad esempio le attività di test e tracciamento dei contatti, il potenziamento della sanità pubblica, un accesso più ampio ai dispositivi di protezione individuale, il rispetto di una serie di regole su distanziamento sociale etc..). Riteniamo che se tutti seguiranno tali raccomandazioni, il rischio di nuove ondate di contagi e conseguenti lock-down si riduca considerevolmente. Tutti ad ogni livello dai Governi ai singoli cittadini dobbiamo fare la nostra parte e assumere comportamenti prudenti. Il rischio di ulteriori contagi purtroppo è ancora dietro l’angolo. Per quanto riguarda invece il rischio di un ritorno alle armi, tenderei a pensare che il livello di protezione sociale che caratterizza il nostro continente e i relativi sistemi di welfare sono in grado di assorbire buona parte degli effetti negativi di questa crisi. Le tensioni economiche e sociali rischiano di acuirsi, ma al tempo stesso, le misure introdotte in tutta Europa per attenuare gli impatti sociali ed economici del COVID contribuiranno ad allentare tali tensioni.

Pensa che utilizzare il debito pubblico per i decreti, manovre e rilanci sia una scelta corretta?
Mentre in tempi normali, la Commissione Europea ha sempre raccomandato di perseguire politiche fiscali prudenti, in queste circostanze, assieme agli Stati Membri, abbiamo ritenuto che salvaguardare la salute e il lavoro dei cittadini europei fosse la priorità numero uno. Sono state pertanto stanziate misure economiche ingenti sia a livello europeo che di singoli paesi. Quasi tutti i paesi europei quest’anno registreranno un consistente deficit pubblico. Tuttavia, sulla base della valutazione che abbiamo fatto, nella misura in cui questo sforamento sarà temporaneo, i debiti pubblici dei paesi europei rimarranno sostenibili nel medio-lungo termine. Inoltre la Commissione Europea sosterrà i singoli paesi al fine di rilanciarne la ripresa con il fondo Next Generation Eu che ha lo scopo di riavviare l’economia europea e renderla piú verde e digitale.

Come ultimo le chiedo sempre se possibile di lanciare un appello ai miei follower su come comportarsi durante queste fasi di riapertura per evitare nuovi lockdown.
Per quanto riguarda i comportamenti, credo sia giusto invitare alla prudenza e soprattutto a rispettare le regole dettate dalle autorità sanitarie in ciascun paese.






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